Il surrealismo è la mia vita

scritto da littlesquaw mercoledì, 12 dicembre 2007

Io ho la fortuna di lavorare in un ufficio sito nel centro storico proprio davanti al duomo.

Moooolto suggestivo.

Ci son risvolti anche meno felici però perchè spesso si svolgon anche cerimonie funebri.

Oggi mi son ritrovata alla finestra, quasi nascosta dall'infisso , nel buio della stanza non illuminata, a osservare la gente che attendeva l'inizio dell'ennesimo funerale.

Non mi capita mai ma oggi era un'occasione “strana”.

Surreale vedere tutti quei volti e non riconoscerne nemmeno uno.

Eppure IO SO che son parenti (o così dovrei vederli).

Ma non ne conosco nessuno, escluso mio padre.

Lì, con a pochi passi la nonna che ora mai conoscerò.

Surreale.

Ritrovarsi a versar lacrime x chi non è mai stata nella tua vita e forse nemmeno sapeva di te.

Surreale, doverlo fare di nascosto.

Surreale rispondere ad un collega che ti chiede che ci fai mezza nascosta lì, nel suo ufficio, a guardar fuori, dicendogli che “son tuoi parenti” e lui che ti chiede perchè non scendi.

E' lunga da spiegare, chi potrebbe capire, eppoi perchè dover raccontare fatti di te che in fondo è giusto sian solo tuoi?

Qualcuno oggi mi ha detto...

scritto da littlesquaw mercoledì, 05 dicembre 2007
...che sentendola ripensa a me....
...io in effetti un po' mi ci ritrovo


Danziamo

vorrei sapere
che cosa fai stasera,
vorrei sapere
dove punta la tua vela,
vorrei sapere qual è
la direzione del tuo cuore,
e quali sono le parole
che vuoi sentirti dire,

io non credo si possa,
capire,
qual'è il senso di quest'attrazione
e allora che dire che fare,
meglio danzare, vai
danziamo danziamo,
indossiamo sorrisi smaglianti
ed abiti ricchi e sgargianti
e danziamo,
ripetiamo il rituale più antico del mondo ed intanto
danziamo danziamo
continuando a mostrarci per ciò che non siamo
e che non saremo mai,
che non saremo maaai,
che non saremo maaaaaaaai

vorrei saperti
sola e stanca,
vorrei saperti
triste ed affranta
e bisognosa di me,
di mille piccole attenzioni
di innumerevoli effusioni,
ma tu, sorniona ridi

io non credo si possa,
capire,
qual'è il senso di quest'attrazione
e allora che dire che fare,
meglio danzare, vai
danziamo danziamo,
indossiamo sorrisi smaglianti
ed abiti ricchi e sgargianti
e danziamo,
ripetiamo il rituale più antico del mondo ed intanto
danziamo danziamo
continuando a mostrarci per ciò che non siamo

E' da un po' che non scrivo perchè non ne ho tempo... ed allora perchè non scriverlo dall'ufficio ;) ?

scritto da littlesquaw martedì, 04 dicembre 2007

DONNE IN RINASCITA Jack Folla

Più dei tramonti, più del volo di un uccello,
la cosa meravigliosa in assoluto è
una donna in rinascita.

Quando si rimette in piedi dopo la
catastrofe, dopo la caduta.

Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche
quando non ci crede, anche se non
vuole.

Non parlo solo dei dolori immensi, di
quelle ferite da mina anti-uomo che ti
fa la morte o la malattia.

Parlo di te, che questo periodo non
finisce più, che ti stai giocando
l’esistenza in un lavoro difficile, che
ogni mattina è un esame, peggio che
a scuola.

Te, implacabile arbitro di te stessa,
che da come il tuo capo ti guarderà
deciderai se sei all’altezza o se ti devi
condannare.

Così ogni giorno, e questo noviziato
Non finisce mai.

E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura
Anche solo di dormirci, con un uomo;
che sei terrorizzata che una storia ti
tolga l’aria, che non flirti con
nessuno perché hai il terrore che
qualcuno s’infiltri nella tua vita.

Peggio; se ci rimani presa in mezzo
tu, poi soffri come un cane.

Sei stanca: c’è sempre qualcuno con
cui ti devi giustificare, che ti vuole
cambiare, o che devi cambiare tu per
tenertelo stretto.

Così ti stai coltivando la solitudine
dentro casa

Eppure te la racconti, te lo dici anche
quando parli con le altre: “Io sto bene così.
Sto bene così, sto meglio così “

E il cielo si abbassa di un altro
Palmo.

Oppure con quel ragazzo ci sei
andata a vivere, ci hai abitato Natali e
Pasqua.
In quell’uomo ci hai buttato dentro
l’anima ed è passato tanto tempo, e
ne hai buttata talmente tanta di anima,
che un giorno cominci a
cercarti dentro lo specchio perché
non sai più chi sei diventata.

Comunque sia andata, ora sei qui e
so che c’è stato un momento che hai
guardato giù e avevi i piedi nel
cemento.

Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella
tua storia, nel tuo lavoro, nella tua
solitudine.

Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d’acqua nello
Stomaco.

Hai pianto mentre camminavi in una
strada affollata, alla fermata della
metro, sul motorino.

Così, improvvisamente. Non potevi
trattenerlo.

E quella notte che hai preso la
macchina e hai guidato per ore,
perché l’aria buia ti asciugasse le
guance?

E poi hai scavato, hai parlato, quanto
parlate, ragazze !
Lacrime e parole. Per capire, per
tirare fuori una radice lunga sei metri
che dia senso al tuo dolore.

“ Perché faccio così? Com’è che
ripeto sempre lo stesso schema?
Sono forse pazza? “
Se lo sono chieste tutte.

E allora vai giù con la ruspa dentro
Alla tua storia, a due, a quattro mani,
e saltano fuori migliaia di tasselli. Un
puzzle
inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo
Sapevi?

E’ da quel grande fegato che ti ci
vuole per guardarti così, scomposta
in mille coriandoli, che ricomincerai.

Perché una donna ricomincia
comunque, ha dentro un istinto che
la trascinerà sempre avanti.

Ti servirà una strategia, dovrai
inventarti una nuova forma per la tua
nuova te.

Perché ti è toccato di conoscerti di
nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.

Non ti entusiasma? Ti avvincerà
lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o
farlo per la prima volta, è come un
diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.

E’ un’avventura, ricostruire se
stesse. La più grande.

Non importa da dove cominci, se
dalla casa, dal colore delle tende o
dal taglio di capelli.

Vi ho sempre adorato, donne in
rinascita, per questo meraviglioso
modo di gridare al mondo “ sono
nuova “ con una gonna a fiori o con
un fresco ricciolo biondo.

Perché tutti devono capire e vedere:
“ Attenti: il cantiere è aperto, stiamo
lavorando anche per voi.
Ma soprattutto per noi stesse”

Più delle albe, più del sole, una
donna in rinascita è la più grande
meraviglia.

Per chi la incontra e per se stessa.

E’ la primavera a Novembre

Quando meno te l’aspetti...


ah ah ah...

scritto da littlesquaw mercoledì, 05 settembre 2007
... ogni tanto finisco con il "flagellarmi" anche se non devo !

Frust

..ua ua ua  !

...4 e 40 del mattino...

scritto da littlesquaw mercoledì, 05 settembre 2007

Ho amato un corpo

Delle emozioni

Una mia fantasia

Un  mio desiderio

Ho amato una persona per come si è presentata

Poi l'ho scoperta dolorosamente ed all'improvviso per quel che era.

Non mi piaceva

Così non lo volevo

Eppure non sapevo rinunciare a quel sogno

Sciocca

Ingenua

Inguaribile romantica

Chiamatemi come volete

L'importante è che ora , grazie ad una persona importante ed ad un amico,

Ho dato un nome a tutto questo

Ed ho capito di non dover soffrire più.

Qualche cosa di me...

scritto da littlesquaw mercoledì, 05 settembre 2007
Haidi...
A volteso proprio esser buffa :D !

scritto da littlesquaw mercoledì, 05 settembre 2007

.

Desidero un bacio.

…un bacio atteso, voluto.

Delicato, emozionato, coinvolgente.

Lento, caldo, intimo.

Labbra che prima si cercano, si sfiorano,

…poi si assaporano, si uniscono

Un bacio che non sia solo desiderio fisico

Che ti dica anche “ti conosco …e ti amo per come sei!”

.

Mi brucian nell'anima...

scritto da littlesquaw mercoledì, 05 settembre 2007

Le fotografie a volte fan male.

Ti ripresentan volti che hai amato

ma che non son mai esistiti se non in te,

nella tua fantasia.

Tra le braccia di un uomo

scritto da littlesquaw lunedì, 03 settembre 2007

Mi piace sentirmi stretta tra le braccia di un uomo.

Seminudi, pelle contro pelle, il suo profumo che s'imprime su di me.

Sfiorarsi con le dita, accarezzarsi dolcemente.

Mani calde e morbide su pelle di raso.

Sentir le braccia che s'intrecciano attorno alle mie spalle ed il suo corpo che avvolge il mio.

Attimi e minuti come ore vissuti.

Ore che come secondi volano via.

Mi cerchi nel sonno.

Ci sono, continua i tuoi sogni, più tranquillo di prima. Non sparirò nel buio.

L'alba, il risveglio ed ancora coccole.

Trovarsi vicini, pericolosamente vicini.

Guardarsi negli occhi e mescolar le anime.

Un bacio incredulo. Leggero.

Assaporo le tue labbra. Non ho paura.

Due cuori feriti che si sostengono. Si rispettano.

TU mi rispetti.

L'ho apprezzato moltissimo.

Un saluto, a presto.


Ti voglio bene.

 

X Mr. Marmolada

scritto da littlesquaw venerdì, 31 agosto 2007

Se n'è andato anche l'ultimo pezzetto di scheggia dal mignolo.
Così come la pelle, spero che presto anche il mio cuore si rigeneri portando con sé il ricordo ed abbandonando il dolore.



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